Note di lavoro |
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"Dobbiamo parlare del mistero in termini di mistero". W. Kandinsky La ricerca pittorica come esplorazione e rappresentazione delle profondità dell’animo umano : dentro l’essere, scoperte di atavici e misteriosi messaggi, di dissidenze dell’inconscio ; ritrovamenti di cose assopite, di canali di ancestrali comunicazioni. Visioni di luoghi dell’anima, da cui vengono le forze vitali, le spinte all’azione. Squarci che mostrano ataviche esigenze dell’animo umano, impulsi essenziali di un inconscio martoriato. Procedure introspettive per sollevare i veli che avvolgono i misteri degli strati nascosti della psiche, e aprire un varco alla coscienza. Modalità di pensiero alternative : ecco visioni diverse della realtà, o esclusioni dalla coscienza quotidiana. Linguaggi visivi paralleli ai processi del pensiero analitico che le parole solo superficialmente possono indicare. Slittamenti della mente, cambiamenti nello stato di coscienza, che mostrano squarci dell’inconscio, strati nel fondo della psiche, fiumi ora tumultuosi ora tranquilli, lontane provenienze.
Lavorando fuori dalla coscienza il pensiero perde la sua strutturazione, subentrano altre regole, basate su logiche visive dove le parole sono ostacoli.
Modi per portare livelli inconsapevoli alla coscienza, livelli non fantastici, ma reali e concreti, anche se invisibili e sconosciuti alla consapevolezza. Rappresentazioni del mare dell’inconscio, di onde emergenti che travalicano e superano gli strati profondi, di forze liberatrici di ciò che è stato represso nella vita quotidiana, e di condizionamenti che provengono dal passato di lontane generazioni. Pitture che hanno la consapevolezza di possibili significati celati al suo stesso autore, indizi, vibrazioni, impronte, segni che sono tracce rivelatrici di un evento rimosso, un avvenimento. Come orme sulla neve, ecco un graffio sulla pelle, il gesto di una mano, la traccia di un chiodo nella carne. Segni di immagini invisibili. Segni rivelatori di eventi passati o preludio allo scatenarsi di una tempesta.
"Noi che conosciamo siamo sconosciuti a noi stessi : e ciò ha le sue buone ragioni. Non siamo mai andati in cerca di noi stessi, come potrebbe quindi accadere che ci troviamo ?" (1) LURO 1990 (1) Friedrich Nietzsche : Genealogia della morale
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